Roberto De Donatis, 50 anni
Sindaco di Sora

Sono nato a Sora il 21/03/1967, da una famiglia di artigiani: mio padre della sua passione ne ha fatto un mestiere diventando un riconosciuto e stimato artista, influenzando così la mia formazione ed educazione. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo di Sora “Vincenzo Simocelli”, ho deciso di seguire le mie inclinazioni iscrivendomi all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” al corso di Architettura, laureandomi nel 1997 con tesi di laurea in merito al “Centro Congressi su Via Cristoforo Colombo”.

Successivamente conseguo l’abilitazione e mi iscrivo all’Ordine degli Architetti di Frosinone, ampliando nel frattempo il mio background professionale, frequentando e conseguendo con profitto vari corsi, collaborando con svariati studi professionali, fino all’apertura ed alla conduzione dello studio professionale del quale sono titolare.

La passione per l’insegnamento della Storia dell’Arte e l’attitudine innata alla divulgazione mi spingono ad intraprendere la splendida professione di Insegnante presso la Scuola Media Facchini di Sora dal 2007.

A questa mia passione si aggiunge quella per la Politica, intesa come servizio civile, prima come semplice cittadino e militante, poi in prima persona in ruoli amministrativi. Invero, dal 2007 al 2011 ricopro la carica di Assessore ai lavori pubblici nell’Amministrazione di centrosinistra guidata dall’Ing. Cesidio Casinelli.

Terminata la consiliatura, decido di candidarmi per dare continuità ai progetti intrapresi, candidandomi quindi alla carica di Sindaco conseguendo la relativa carica di Consigliere.

Con tenacia e spirito di servizio per i miei elettori pongo in essere dal mio scranno un’opposizione pugnace, seria, mai aggressiva e populista, vagliando tutte le delibere e cercando nei limiti del possibile il dialogo, il confronto costruttivo, il bene della città in luogo dei particolarismi.

Il 2012 è l’anno della svolta!! Assieme al gruppo di “Patto Democratico” viviamo la splendida e formativa esperienza di democrazia sostenendo il candidato a Premier Matteo Renzi: mi impegno in qualità di coordinatore Provinciale toccando tutta la provincia, interagendo con i cittadini e riportando al primo turno una netta vittoria nei collegi di Sora.

I MIEI INTERESSI

Nel tempo che mi rimane dopo aver svolto la mia attività di insegnante, di architetto, ed infine di consigliere comunale, che interpreto come servizio pro tempore per i miei cittadini, mi dedico in primis alla mia famiglia, trascorrendo a volte i weekend alla scoperta delle città d’arte e delle particolarità che esse custodiscono.

Altresì coltivo i miei interessi, che sono una parte importante di me.

Adoro leggere, estraniarmi ed immergermi nei grandi classici della letteratura, che nutrono non solo la mente ma anche l’animo: uno dei miei libri preferiti è “il lupo della steppa” di Herman Hesse, con il suo atto di accusa al mondo borghese, del quale traspare la sua struttura ipocrita e limitante della libertà dello spirito. Inoltre uno dei miei prediletti è “Delitto e castigo”, di Fëdor Dostoevskij e il capolavoro di Calvino “le città invisibili”.

Musicalmente i miei interessi spaziano dal rock anni 70’ targato Doors, passando per il british rock dei Police, nonché la musica classica, nel cui mondo sono entrato in punta di piedi scoprendo e rimanendo folgorato dal violino di Anne-Sophie Mutter.

Per quanto concerne lo sport, saltuariamente gioco a calcetto con gli amici storici, anche se in estate preferisco la mountain bike nei percorsi poco battuti del circondario sorano.

I miei registi preferiti sono l’italianissimo Sergio Leone, il maestro del neo-realismo sorano Vittorio De Sica, e una scoperta casuale, il messicano Alejandro González Iñárritu, con i suoi cult “21 grammi” e “babel”.

IL PROFESSIONISTA

L’Architettura non è solo arte, autoreferenzialità; la sua particolarità, ai giorni nostri quasi una necessità, una missione, è quella di cercare rispondere ai bisogni della gente e anche nei limiti del possibile ai loro sogni realizzandoli.

Ci sono due modi di intendere la professione: c’è chi comincia dalla visione per arrivare al progetto la maggior parte, e c’è invece chi parte dal costruire per arrivare alla visione. Io seguo la seconda via: sulla scia di una tradizione che affonda le radici da Wright e Aalto, profeti dell’architettura organica -che adoro in particolar modo-, fino ad arrivare al nostro Renzo Piano, fare architettura significa costruire, non sic et simpliciter disegnare: sono pochi ancora a realizzare con passione, lavorando e selezionando i materiali, ascoltando la gente, i loro bisogni e anche i loro timori di fronte ad una nuova opera.

In sintesi interpretare i loro bisogni per migliorare la loro vita e dare un nuovo ed armonico aspetto delle città. L’architettura è la poetica del fare e del costruire, la sfida dell’ingegno che esplora.

Urbanisticamente invece penso che sia il caso come succede nelle maggiori capitali mondiali ed europee di arginare l’espansione incontrollata e alla vista selvaggia degli aggregati urbani come teorizzano molti “facendo implodere le città all’interno”, facendole crescere per implosione: non a caso nella relazione Planning for People Renzo Piano ha sostenuto che “ non possono continuare a mangiare territorio, non possono continuare a esplodere”.

Costruire sul costruito, la nuova frontiera e la sfida del secolo: riqualificare l’esistente, come accade in Germania con risultati eccezionali, non consumare più suolo, continuare a costruire nuove periferie, spesso desolate e con costi sociali enormi.